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Come apparire al numero 1 su Google

Questa è una delle domande che ci viene posta più frequentemente da clienti e possibili tali. Data la premessa che oramai molti hanno compreso l’importanza di apparire ai primi posti della ricerca sul motore più diffuso in Italia – vince con grande distacco su Bing, il motore di Microsoft – la domanda appare pertinente e la risposta non è banale.

Partiamo da una considerazione di base: Google lancia il suo motore di ricerca (è il sito più visitato al mondo) tra il 1997 ed il 1998 e, negli anni, ha effettuato tante ricerche e tanti sono entrati nel suo “catalogo”. La prima considerazione, quindi, è che già molti hanno una loro posizione all’interno del suddetto motore di ricerca.

E’ altrettanto importante dire che non si tratta di una classifica statica, ma dinamica: bisogna ora capire qual è la dinamica che permette ad alcuni siti di stare nelle prime posizioni e relega altri al fondo della “classifica”.

Quando si parla di questo criterio di scelta bisogna pronunciare la parola magica “algoritmo”, vale a dire il software di calcolo che Google ha elaborato e migliorato negli anni per evitare che l’ultimo arrivato, con qualche trucchetto da programmatore, salisse la classifica a discapito degli altri. Una volta era possibile, addirittura molto facile, imbrogliare Google: ora non più. O, per lo meno, è più difficile 😉

Altro importante fattore è che la classifica è basata in merito alle parole ricercate: voglio dire, non è che ad esempio Amazon è prima assoluta della classifica di Google con ogni parola che un utente utilizza. Lo sarà per alcune keywords (le parole ricercate si chiamano così: parole chiave) , sarà al secondo posto per altre e così via. Per alcuni termini non sarà affatto trovabile.

Il criterio di scelta di Google, quindi, dipende da diversi fattori: uno tra questi è l’importanza che un sito. Ma come viene determinata questa importanza? Iniziamo a dire che, come si suol dire, il contenuto è fondamentale: “Content is King“, dicono gli inglesi. Dev’essere un contenuto interessante, pertinente, apio e soprattutto originale. Chi pensa di essere furbo facendo “copia ed incolla” da altri siti sbaglia alla grande: Google se ne accorge e penalizza il “copiatore” facendolo scendere in classifica.

Questo è sicuramente un buon inizio ma non basta. Viceversa sarebbe sufficiente elaborare (o farsi scrivere) dei testi in linea con quanto scritto sopra per scalare la classifica ma… se lo facessero in tanti?
Ecco: il secondo punto, sempre relativamente all’importanza è quanto viene considerato il sito dai suoi navigatori. Quali sono gli indici in merito? Sono il numero di pagine visitate dai navigatori del sito ed il tempo di permanenza. In buona sostanza il traffico di persone che frequentano il sito. Il traffico in questione per lo più deve essere organico – persone che tramite una ricerca su Google poi cliccano su quello specifico sito – perché evidentemente lo ritengono più valido di altri. Anche il traffico a pagamento fa un po’ la sua parte ma meno di quello organico. Diciamo che è funzionale per l’accrescimento del brand e quindi, di riflesso, dei risultati organici.

Non ultimo aspetto da considerare è l’anzianità del sito, vale a dire da quanto è stato registrato il dominio e da quanto questo ha ospitato del contenuto valido.

Anche il nome di dominio può influire: un sito che si chiama, ad esempio, riso.it sarà – all’inizio, a parità dei fattori sopra citati – più pertinenti di un immaginifico sito dfghjk.it relativamente alla keyword “riso” proprio perché il nome di dominio contiene la parola chiave.

Quindi, quando un cliente ci chiede se è possibile, per la sua azienda, arrivare ai primi posti di Google diciamo di NO, purtroppo. E chi dice che è in grado di farlo in breve tempo è semplicemente un grosso bugiardo. Certo, nel tempo – parliamo almeno di mesi, se non anni – per settori già densi di attività su internet, con una grande attività di SEO (l’ottimizzazione del sito perché sia gradito ai motori di ricerca) si può fare qualcosa ma se uno ha fretta -ed i clienti han sempre fretta – dovrà optare per soluzioni alternative ma sempre valide. Alcune di queste sono basate su Google stesso e sono gli annunci a pagamento sul motore di ricerca.

Volete diventare primi sui motori di ricerca? Non possiamo farlo.
Desiderate maggior visibilità, traffico, e clienti che facciano decollare il tuo Business? Questo sì, possiamo farlo!

1 Comment


Admin

Admin    Posted on: 11 gennaio 2018 9:49  Reply

This is test comment Google

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